Mario Dessy: Mi pare che sarebbe giusto far così (1919)
Mi pare che sarebbe giusto far così
Mario Dessy
Dinamo, Rivista Futurista
anno I, n. 3, 1919
(Sfondo di scena indefinibile. — Sulla scena, da sinistra a destra stanno seduti un Filosofo, un Poeta, un Uomo politico, due Amanti).
IL FILOSOFO (occhi di vetro, barba lunga 95 cm.) — Quella massa di pietre che vedo davanti a me, è la logica della vita; senza di lei non si potrebbe più vivere, la voglio studiare, voglio penetrarla, voglio vedere fino in fondo in che cosa consiste.
IL POETA (giovanissimo, occhi azzurri) — Ah! quella massa enorme, che vedo dinanzi a me! È soffocante! Mi toglie il respiro! Voglio distruggerla! La logica non ha più ragione di esistere! Gli uomini potrebbero vivere senza di lei, solamente cantando!
UN UOMO POLITICO (occhi neri, penetranti, un metro cubo di pancia) — Quella massa enorme che vedo davanti a me è lo Stato, è la società. In essa, in una lotta furiosa si cozzano passioni, sentimenti, idee. Il mio compito è quello di amalgamare tutto, è quello di far aderire.. di far calzare.
I DUE AMANTI (si baciano, si sorridono. si mormorano parole dolci).
UNO QUALUNQUE (entra dal fondo con una candela in una mano e una scatola di cerini nell’altra, vede i cinque seduti, accende un cerino e con questo la candela, poi ripete due o tre volte): Mi pare che si dovrebbe far così. (Poi distribuisce a ognuno una candela e una scatola di cerini. Tutti accendono e spengono la candela cinque o sei volte, mormorando persuasi): È giusto; si dovrebbe far così ! (Ed escono ballonzolando con la candela accesa, preceduti da Uno qualunque).
BUIO.
MARIO DESSY
futurista


