CRISI POLITICA,  F. T. MARINETTI E IL FUTURISMO,  FASCISMO

Marinetti, Carli, Settimelli: Che cos’è il futurismo. Nozioni elementari.

Che cos’è il Futurismo
Nozioni elementari

DINAMO
RIVISTA MENSILE DI ARTE FUTURISTA
DIRETTA DA
SETTIMELLI MARIO CARLI REMO CHITI

Anno I. – N. 1 – Febbraio 1919

È futurista nella vita:

  1. — Chi ama la vita, l’energia, la gioia, la libertà, il progresso, il coraggio, la novità, la praticità, la velocità.
  2. — Chi agisce con energia pronta e non esita per vigliaccheria.
  3. — Chi fra due decisioni da prendere preferisce la più generosa e la più audace, sempre che sia legata al maggiore perfezionamento e sviluppo dell’individuo e della razza.
  4. — Chi agisce giocondamente rivolto sempre al domani, senza rimorsi, senza pedanterie, senza falsi pudori, senza misticismi e senza malinconie.
  5. — Chi sa passare con disinvoltura elastica dalle occupazioni più gravi alle distrazioni più allegre.
  6. — Chi ama la vita all’aria aperta, lo sport, la ginnastica, e cura ogni giorno la forza agile del proprio corpo.
  7. — Chi sa dare a tempo un cazzotto e uno schiaffo decisivo, chi ammira gli arditi e agisce come gli arditi.

È futurista nella politica:

  1. — Chi ama il Progresso dell’Italia più di sè stesso.
  2. — Chi vuote abolire il papato, il parlamentarismo, il senato e la burocrazia.
  3. — Chi vuote abolire la coscrizione e l’esercito permanente, rimpiazzandolo con un esercito volontario e creare una democrazia virile, forte, lavoratrice, liberissima, senza utopie e senza senilismi, egualmente capace d’improvvisare una guerra o ripulirsi con una rivoluzione.
  4. — Chi vuole, abolendo le attuali polizie, modernizzare e nobilitare tutti i servizi d’ordine pubblico e incoraggiare nel cittadino la difesa personate.
  5. — Chi vuol dare il governo all’Italia a tutti i giovani combattenti che conquistarono la nostra formidabile vittoria.
  6. — Chi vuole espropriare gradualmente tutte le terre incolte o mal coltivate preparando così la distribuzione della terra ai suoi lavoratori.
  7. — Chi vuole abolire ogni forma di parassitismo industriale e capitalistico.
  8. — Chi vuol dare a tutti i lavoratori il compenso adeguato al loro sforzo produttivo.
  9. — Chi ama e vuole tutte le libertà, eccettuata quella di essere vigliacco, parassita ed antitaliano.

È futurista nell’arte:

  1. — Chi pensa e si esprime con originalità, forza, vivacità, entusiasmo, chiarezza, semplicità, agilità e sintesi.
  2. — Chi odia i ruderi, i musei, i cimiteri, le biblioteche, il culturalismo, il professorume, l’accademismo, l’imitazione del passato, il purismo, le lungaggini e le meticolosità.
  3. — Chi preferisce alle tragedie e al dramma dei teatri silenziosi il Caffè-concerto dove gli spettatori fumano, ridono, collaborano cogli attori senza solennità tetraggine monotonia.
  4. — Chi vuole svecchiare, rinvigorire rallegrare l’arte italiana, liberandola dalle imitazioni del passano, dal tradizionalismo e dall’accademismo e incoraggiando tutte le creazioni audaci dei giovani.

L’azione dei futuristi prima, durante e dopo la guerra :

Il futurismo italiano nato a Milano 11 anni fa, ha influenzato tutto il mondo con migliaia di esposizioni e conferenze e ha creato innumerevoli futurismi diversi. È stato compreso e acclamato in tutte le capitali europee. In Italia è stato denigrato e calunniato dai reazionari, preti, moralisti, pedanti e dai giornali conservatori.

Il movimento futurista svolse prima un’azione prevalentemente artistica influenzando non di meno energicamente l’ambiente italiano con una propaganda di patriottismo rivoluzionario, anticlericale, antitriplicista, che il nostro intervento contro l’Austria.

Il futurismo italiano, profeta della nostra guerra seminatore e allenatore di coraggio e d’orgoglio italiano, ha aperto 11 anni fa il suo primo comizio artistico col grido: W Asinari di Bernezzo! Abbasso l’Austria!

I futuristi organizzarono le due prime dimostrazioni contro l’Austria nel settembre 1914 a Milano in piena neutralità, bruciarono il teatro e in piazza otto bandiere austriache e furono incarcerati a S. Vittore.

I futuristi — primi nelle piazze per esigere a pugni il nostro intervento — furono i primi sui campi di battaglia con moltissimi morti, feriti e decorati.

Dopo Caporetto i futuristi fondarono il Partito politico che ebbe per organo Roma Futurista. Dopo Ila grande vittoria si formarono immediatamente i Fasci Politici Futuristi.

Il Fascio di Firenze (con Nannetti, Manni, Spina, Chiti Rivosecchi, ecc.) il Fascio di Roma (con Mario Carli, Bolzon, Rocca, Businetti, Volt, Beer, Racchella, Battistoni, Astarita. ecc.) il Fascio di Ferrara (con Crepas, Gaggioli, Ronchis, ecc.) il Fascio di Taranto (con Carbonelli, Cademo, Acanfora, ecc.) il Fascio di Milano (con Marinetti, Settimelli, Dessy, Ferruccio Vecchi, Bontempelli, Armando Mazza, ecc.) collaborarono energicamente e decisivamente con Mussolini e il Popolo d’Italia lottando accanitamente contro i rinunciatari (Bissolati, «Corriere della Sera», Salvemini, «Tempo», Naldi, Missiroli. Claudio Treves. ecc.) e sfondandoli vittoriosamente.

Il futurismo italiano è l’anima della nuova generazione combattente e vittoriosa. Il movimento futurista artistico è separato dal movimento futurista politico. Infatti il movimento artistico futurista avanguardia delta sensibilità artistica italiana è necessariamente sempre in anticipo sulla lenta sensibilità del popolo. Rimane perciò una avanguardia spesso incompresa e spesso osteggiata dalla maggioranza che non può intendere le sue scoperte stupefacenti, la brutalità delle sue espressioni polemiche e gli slanci temerari delle sue intuizioni.

Il partito politico invece è l’interprete immediato dei bisogni urgenti della nuova Italia, scaturita dalla vittoria.

Chi vuole spiegazioni si rivolga ai futuristi sempre felici di discutere e spiegare.

F. T. MARINETTI
SETTIMELLI
MARIO CARLI