F. T. Marinetti: Omaggio futurista a Boccioni (1933)
Omaggio futurista a Boccioni
F. T. Marinetti
Da Omaggio futurista a Umberto Boccioni, Galleria Pesaro, Milano, s.d. (giugno 1933)
Nelle arti plastiche come nella poesia, nella musica, nella architettura vanno moltiplicandosi le vittorie del futurismo. In politica il Futurismo, precursore del Fascismo, lotta da 24 anni per imporre in modo sempre più̀ definitivo, la sua morale religione d’una Italia Creatrice adorata al di sopra della stessa libertà. Coraggio virile aggressivo, amore del pericolo, novità̀ e originalità̀ sorprendente, coloratissimo dinamismo pesante e muscolare. Il trionfo dell’arte futurista è evidente in tutta la Mostra della Rivoluzione Fascista.
Le onoranze Nazionali che Milano tributerà̀ sotto l’alto patronato del Duce, al genio futurista di Boccioni ci costringono a ricapitolare sinteticamente le nostre vittorie indiscusse.
Infatti nessuno oggi può̀ negare che il futurismo, movimento d’orgoglio italiano novatore, ha ordinato e preparato ventiquattro anni fa l’avvento eroico e glorioso del fascismo, creato e capitanato le avanguardie artistiche del mondo intero, agilizzato la letteratura colle parole in libertà e, lo stile simultaneo, svuotato del tempo e della psicologia il teatro mediante sintesi simultanee alogiche a sorpresa o drammi d’oggetti, immensificato le arti plastiche colla trasfigurazione antirealistica e il dinamismo plastico, inventato l’Arte dei rumori, il Rumorarmonio e il Tattilismo, introdotto nella musica l’estetica della macchina, iniziato una alimentazione dinamizzante, dato una ampiezza creativa alla fotografia, suscitato la stupenda Aeropittura di domani, e lanciato la Nuova Architettura di ferro cemento agilità colore monda di decorativismo ricca di nudo splendore geometrico che Antonio Sant’Elia insegnò ai razionalisti italiani ormai costretti a riconoscere la sua paternità̀ italiana se non vogliono passare per imitatori dei nordici imitatori di Sant’Elia.
Questo lo potete constatare in maniera tangibile alla V Triennale, dove le architetture dei vari padiglioni sono ispirate allo « splendore geometrico futurista ». Fra tutti s’innalza maestoso e dinamico, nel giuoco dei volumi, l’originalissimo padiglione aviatorio del movimento futurista ideato e realizzato da Enrico Prampolini.
In omaggio al grande nostro Boccioni, il movimento futurista italiano presenta al pubblico nelle sale magnifiche della Galleria Pesaro di Milano, noto campo di battaglia delle più nobili idee artistiche, le opere di cento artisti futuristi.
Ammirerete lo slancio aereo degli aeropittori, e il temperamento sorprendente di armonioso e caldo futurismo umbro che splende nella mostra personale di Gerardo Dottori.
Elasticamente la vostra sensibilità̀ artistica sarà poi sedotta da una grande mostra di quadri religiosi futuristi.
Scoppia qui la polemica. Il pittore futurista Fillia ed io precisavamo così il problema tre anni fa
sulla «Gazzetta del Popolo». Premesso che non fu indispensabile praticare la religione cattolica per creare capolavori d’Arte Sacra, premesso d’altra parte che un’arte senza evoluzione è destinata a morire, il Futurismo, distributore di energie, pone all’Arte Sacra il seguente dilemma : o rinunciare a qualsiasi azione esaltatrice sui fedeli o rinnovarsi completamente mediante sintesi, transfigurazione, dinamismo di tempo-spazio compenetrati, simultaneità̀ di stati d’animo, splendore geometrico dell’estetica della macchina.
L’uso della luce elettrica per decorare le chiese col suo fulgore bianco-azzurro superiore in purezza celestiale a quello rosso-giallo carnale lussurioso delle candele, le meravigliose pitture sacre di Gerardo Dottori, primo futurista che rinnovò con originale intensità̀ l’Arte Sacra, gli affreschi futuristi di Gino Severini nelle chiese svizzere, le molte cattedrali futuriste con un dinamismo di forme in cemento armato, cristallo e acciaio realizzate in Germania e in Svizzera, sono i segni di questo indispensabile rinnovamento dell’ Arte Sacra.
Infatti :
1) Soltanto gli artisti futuristi, perché̀ ricchi di una immaginazione illimitata, possono dipingere o costruire un Inferno tale da terrorizzare le generazioni che hanno subito eroicamente gl’infernali bombardamenti del Carso e sono allenati ad una vita meccanizzata più̀ pericolosa delle fiammelle da gas povero dell’Inferno tradizionale.
2) Soltanto gli aeropittori futuristi, maestri delle prospettive aeree e abituali a dipingere in volo dall’alto, possono esprimere plasticamente il fascino abissale e le trasparenze beate dell’infinito. Ciò̀ invece non è consentito ai pittori tradizionali, tutti più o meno legati dall’ossessionante realismo, tutti ineluttabilmente terrestri e quindi incapaci d’innalzarsi fino ad un’astrazione mistica.
3) Soltanto gli aeropittori futuristi possono far cantare sulla tela la multiforme e veloce vita aerea degli Angeli e l’apparizione dei Santi.
4) Soltanto gli artisti futuristi ansiosi di originalità̀ ad ogni costo e sistematici del già̀ visto, possono dare al quadro, all’affresco e al complesso plastico la potenza di sorpresa magica necessaria per esprimere miracoli.
5) Soltanto gli artisti futuristi, che da vent’anni impongono nell’arte l’arduo problema della simultaneità̀, possono esprimere chiaramente, con adeguate compenetrazioni di tempo-spazio, i dogmi simultanei del culto cattolico, come la Santa Trinità̀, l’Immacolata Concezione e il Calvario di Dio.
6) Soltanto artisti futuristi elettrizzati di ottimismo colore e fantasia come Andreoni, Ambrosi, Balla, Belli, Benedetta, Caviglioni, Cocchia, Diulgheroff, Dottori, Duse, Fillia, Alf Gaudenzi, Lepore, Marasco, Munari, Oriani, Pozzo, Prampolini, Rosso, Tato, Thayaht, Tullio d’Albissola, Zucco ecc., possono oggi precisare in un’opera d’Arte Sacra la beatitudine del Paradiso, superando nei nervi dei combattenti cattolici la infinita gioia paradisiaca della nostra immensa Vittoria di Vittorio Veneto.
Il Futurismo, incalzante e veloce Al-di-là dell’Arte, può̀ solo figurare e plasmare qualsiasi al-di-là della vita.
La massima potenza vitale irradia le aeropitture offerte da Enrico Prampolini in armonia benché́ diverse con le furenti simultaneità̀ newiorchesi dell’instancabile e sorprendente Fortunato Depero.
Oggi essi trionfano con i loro affreschi alla Triennale.
- T. MARINETTI.


