F. T. Marinetti: Lettera a Ezra Pound (1933)
Lettera a Ezra Pound (1933)
F. T. Marinetti
Manoscritto digitalizzato in library.yale.edu
Caro Ezra Pound,
con grande piacere seguo il dinamismo della pagina letteraria diretta da voi nel “Mare” di Rapallo. Vi assaporo i frutti del vostro intimo misterioso mare di poesia americana che nell’abbraccio del più voluttuoso nostro golfo diventa un po’ italiana.
Studiare idee libri problemi universali significa aprirsi tutto anche i pori. Perciò vi denudate come vorticista e imagista portabandiera di quella tipica sensibilità balzante rude e inquietissima che la critica vorrebbe legata unicamente al meccanicismo dei grattacieli newyorkesi mentre è, secondo me, vasta incandescente molto più ricca di selvaggerie primitive colorate e ombreggiate da fittissime foreste vergini.
Vi dirò subito, caro amico, ciò che ci avvicina moltissimo e ciò che ci allontana un po’.
Noi futuristi italiani siamo con voi nella temerità d’ogni originalità e d’ogni trovata sorprendente sbalorditiva o catastrofica. Amiamo la dinamite delle idee nuove, dei fatti prodigiosi dei nuovi colori e delle nuove immagini.
Ma siamo ostili a qualsiasi pessimismo sparpagliatore in omaggio ad una volontà ottimista da ricostruire ogni giorno anche artificialmente.
Ne avete letto la chiara apparizione letteraria nel libro di Benedetta Viaggio di Gararà. Come nel suo libro precedente Forze umane Benedetta si manifesta femminile per l’immediatezza della sua arte, la velocità dell’intuizioni, la varietà delle grazie sfumature eleganze, ma virile, senza brutalità, nella potenza di sintesi che militarizza la più ondeggiante tentacolare e fluida delle sensibilità.
Costringendola ad una verbalizzazione precisa tagliente geometrica senza frange nè sbavature, Benedetta supera genialmente il suo sesso.
Così il mondo è scosso oggi da due forze parallele spesso in rissa, egualmente voluminose aggressive e tenaci: l’elemento maschio fatto di sintesi inegualismo frontiere progresso meccanico patriottismo assoluto ottimismo costruttivo semplificatore ed eroico (ha oggi un grande nome glorioso, il Fascismo) e l’elemento femminile fatto di analisi contemplative idolatria della libertà e dell’uguaglianza, parlamentarismo radico-socialista e pessimismo diplomatico pacifista.
Pur amando il Nuovo le sublimità ardenti e pure della Poesia alcuni dei vostri collaboratori hanno simpatie per il secondo elemento. Uno di questi infatti, elogia una rivista perchè dopo aver dato alla luce uno scrittore importante, ha avuto la buona idea di morire.
Noi, invece, tramando sul nostro viso ogni sorriso ironico, le avremmo imposto una qualsiasi immortalità anche artificiale.
Ecco perchè, cocciuti costruttori di ottimismo ideologico letterario plastico siamo i fervidi propagandisti di un orgoglio italiano svecchiatore inventore e velocizzatore che crea e difende aeropoesia, aeropittura, arte sacra futurista cucina futurista, tavole tattili ecc…
Auguro alle onde americane del spirituale “Mare” di Rapallo l’accellerato ritmo baldanzoso scoppiante e schiumante del migliore vino d’Asti che bevo spesso con Prampolini Depero Farfa Escodame Dottori Tato per allenarmi alla Poesia
F.T. Marinetti


