F. T. Marinetti: Gerardo Dottori pittore futurista (1933)
Gerardo Dottori Pittore futurista
F. T. Marinetti
Da Omaggio futurista a Umberto Boccioni, Galleria Pesaro, Milano, s.d. (giugno 1933)
Visitando in questi giorni lo studio di Gerardo Dottori ed ammirando gli ultimi quadri che questo personalissimo pittore perugino ha ora invialo alla Galleria Pesaro di Milano, credo interessante precisare le fasi della sua sensibilità̀ pittorica originalissima.
Quello che Gerardo Dottori si è imposto sembra a prima vista sovrumano. Pittore umbro, nativo di Perugia, egli vuole creare un suo dinamismo plastico futurista riplasmando e ricolorando la sua tradizionale Umbria satura di pittura gloriosa, di misticismo e di ordine classico.
1. Per raggiungere quest’ardua meta, Gerardo Dottori, inebriato di modernolatria boccioniana, impone al suo pennello una ferrea disciplina che gli vieta ogni facilità, ogni minuzia, ogni femminilità di piccolo effetto intimo. La sintesi domina.
L’ebbrezza dei grandi viaggi automobilistici e aerei sembra gonfiare i polmoni di Gerardo Dottori che vede ogni cosa dall’alto della sua Perugia, con uno sguardo aeroplanico. Il suo pennello, che realmente sembra volare, ottiene l’immensificazione panoramica del quadro in cui fa entrare sempre più spazio e sempre più vaste prospettive d’orizzonte.
2. Questa volontà̀ d’infinito e quest’orrore per il quadretto da camera danno a Gerardo Dottori la forza di sintetizzare le cose estraendone i ritmi tipici. I palazzi delle vecchie città turrite inscheletriscono per diventare dei tetri ritmi di fuga terrorizzata o di perfido complotto sotto nuvole corrucciate ormai divenute soltanto tragici ritmi di guerra. I fogliami degli alberi e le mammelle delle belle fanciulle primaverili esalano dei ritmi di vaporosa tonda dolcezza.
3. Gerardo Dottori, liberatosi dalla religiosità̀ classica dei Maestri umbri, trova un equilibrio sproporzionato del suo paesaggio umbro una nuova religiosità̀, un panteismo che dà ad un lago la limpidezza dell’occhio di Dio, ad un mandorlo fiorito la tonda vibrazione rosea di un’elica d’aeroplano nell’aurora. La curva di un colle, una fuga di nuvole, ogni cosa inanimata diventa, sotto il pennello di Gerardo Dottori, tipica, rara, pura, consacrata da una luce eterna, ossessionante, divina.
4. Nell’ «Incendio della città medioevale», Dottori accanitamente impone una sua volontà̀ moderna, veloce meccanica astratta. Egli modernizza così il paesaggio umbro liberandolo da ogni languore amoroso e da ogni saggezza mistica.
5. Gerardo Dottori con raggi solidificati e colline schierate in battaglia ottiene una fantastica militarizzazione del paesaggio umbro. Ecco il « Trittico della velocità ». Nell’immenso anfiteatro di colline verdeggianti scoppia la febbre energetica scientifica dei records sportivi. L’Umbria appare attenta, pronta, imbrigliata, volontarizzata. Nuvole, alberi e molti sono mobilitati come un esercito dagli occhi dei meccanici che sopra il volante scavalcano infiniti chilometri verdi. Partenza. Svincolarsi di anime lanciate a tutta velocità. Sono inseguite da un rombo vorticoso divenuto plastico. Innumerevoli prati s’incurvano formando cerchi concentrici di nastri verdi le cui punte galoppano per aggrapparsi al culo della macchina.
Nel quadro centrale del «Trittico della velocità» magicamente Gerardo Dottori spiana la immensa frecciante velocità bianca della sua automobile come la spada nuda del tempo record da vincere e taglia così futuristicamente l’infinito cuscino a mille curve dei passatisti colli umbri dormenti sotto i fiori.
Nel terzo quadro del «Trittico della velocità» alte tribune gonfie di spettatori e spettatrici plaudenti crollano a destra e a sinistra per lasciare entrare il furore rotolante sonoro dell’automobile vittoriosa, che avventandosi al traguardo segua anche il trionfo dinamicoplastico del grande ingegno futurista di Gerardo Dottori.
… Gerardo Dottori primo futurista che rinnovò con originale intensità̀ l’arte sacra… Il suo quadro « La Crocefissione » è caratterizzato dall’affascinante fluidità̀ dei corpi delle Donne piangenti ai piedi della Croce. Queste sembrano i dolorosi prolungamenti del corpo stesso di Cristo, tutti imbevuti da una luce extra-terrestre che costituisce il personaggio dominante del quadro.
Dottori è il tipico aereopittore panoramico musicale futurista giunto all’aereopittura dall’attitudine di sintetizzare dall’alto delle montagne vastissimi orizzonti estraendone grandi ritmi di forme colore spiritualizzati in atmosfera aerea.
E’ stato il primo a dare una potente geometria di macchine e spessori atmosferici (quadro: squadriglia d’aeroplani).
F . T . MARINETTI
dell’Accademia d’Italia


