Ezra Pound: Amor di patria (1943)
Amor di Patria
Ezra Pound
Meridiano di Roma, VIII, 16 (18 Apr. 1943)
«L’intellettualismo ha scritto recentemente Cornelio di Marzio è una malattia, come l’influenza», quindi una terapia ci vuole.
Osservo (empiricamente) che fra gli intellettuali (mezzi, minori, ed altre specie e sottospecie) ed anche tra i forti che non hanno pretese di molto intelletto, lo scoraggiamento si diffonde per diverse cause, fra le quali, il sentirsi capaci d’un lavoro speciale e trovarsi immersi in un lavoro che qualunque maestro di scuola secondaria, qualunque studente di sedici anni potrebbe fare.
L’intellettuale così si sente (anche io mi sono sentito più d’una volta) una lama senza manico, una leva senza fulcro.
Ho visto strumenti sensibilissimi rovinati per un lavoro non a loro adatto.
Ho visto buone proposte morire a ragione degli ostacoli, detti «burocratici». Tutti sanno a memoria la storia dell’uomo utilissimo che morì di trauma, cagionata dalla sorpresa di ricevere indietro il prezzo d’un biglietto da Napoli a Roma, dopo aver aspettato sei mesi. Ma pochissimi conoscono i propositi fatti ed approvati durante una giornata, ed iniziati materialmente entro tre giorni. La burocrazia ha la sua storia segreta su fatti di quest’ultima specie.
Non basta perciò la pazienza, bisogna, anzi, la previdenza.
In quanto al mio programma di lavoro esso si riassume in pochi principi abbastanza precisi e chiari.
Il mio programma è abbastanza semplice, in apparenza:
- Libri buoni (magari sceltissimi).
- Olii e grassi per colmare il 7% di vuoto nell’autarchia italica inscritto con entusiasmo sugli arachidi, non per il loro olio ma per il burro e gli altri prodotti, foraggi etc.).
- Una moneta sana. Cioè vorrei vedere studiata una possibilità, o delle possibilità d’un invenzione che è, oggi, nello stato del motore che adopera l’acqua come carburante. Si sa che l’acqua può essere adoperata come carburante. Un automobile ad acqua ha percorso trenta chilometri, ma il sistema non è ancora giunto alla fase della produzione in serie.
- Definizione delle parole, per poterci intendere.
Quest’ultima richiesta è un elemento basale quanto la prima. È anche il primo punto essenziale del programma Confuciano per l’istruzione burocratica «perchè se le istruzioni non sono chiare nessun può eseguirle intelligentemente, e se la parola parlata non ha la forza d’un contratto si giunge alla confusione, non all’ordine.
1. Moneta
Invece ho notato che in un certo vocabolario della terminologia bancaria non c’è neppure una definizione della moneta. Gli economisti non hanno badato sufficientemente alla definizione delle parole essenziali alla comprensione economica. L’«Enciclopedia Bancaria» pubblicata dalle Aziende di Credito dà una descrizione ammirevole delia moneta, in venti pagine. Da questa descrizione sì può estrarre una definizione piuttosto sana, cioè: «Moneta: mezzo di scambio, misura dei prezzi, mezzo per pagamento a distanza, sia distanza di spazio che distanza nel tempo».
Eticamente mi pare che lo stato che fornisce il pubblico di questo strumento utilissimo ha diritto ad una ricompensa per questo servizio. Questa ricompensa potrebbe servire invece di diverse tasse, specialmente delle tasse che gravano sul lavoro o sul commercio, e che sono qualche volta raccolte in modo più o meno complicato.
2. Arachidi
A coloro che hanno letto il mio articolo sugli «Arachidi» sul Meridiano d’un anno, fa, devo segnalare, un libro di Antonio Laganà «Olii e Grassi» (casa editrice Carlo CYA) che dà propriamente i dati mancanti nel mio articolo. Necessità prima: che si pianti l’arachide in una terra leggera e sabbiosa, dove non manca l’irrigazione, da pioggia o altro. Piantare alla fine d’aprile o in maggio con seme sgusciato (o pur intiero in rari casi).
Per chi vuol far la coltivazione in grosso, si riferisca al libro di Laganà. Per chi vuol profittare d’un giardino, basta questo dato essenziale, visto il basso prezzo corrente (quattro lire l’etto per le noccioline abbrustolite).
Ma ripeto, l’autarchia si raggiunge riempiendo il vuoto del 7 per cento, che costituisce in gran parte la mancanza d’olii e ài grassi.
Il piano per una coltivazione degli arachidi si potrebbe ottenere nella peninsula stessa con una buona organizzazione, sotto la direzione d’esperti tecnici e indubbiamente porterebbe ad un incremento, come indica il Lagana, «tale da poter in pochi anni cancellare dall’importazione questa voce che grava per centinaia di milioni sulla nostra bilancia commerciale». Parole che verranno aggiornate o modificate. Ma, certo, chi non conosce il butto degli arachidi non ha conosciuto una delizia per buongustaio. Chi vuol con un giardino sabbioso aumentare il suo incasso non potrebbe far meglio, nei giorni d’aprile, che avvalersi dell’aiuto dell’«Ancepo».
Il burro d’arachide si conserva per sei mesi in scatola aperta, quindi alla marina porterebbe un certo conforto.
La grande coltivazione, naturalmente, si farebbe con la consultazione del libro di Laganà, o altra fonte competente.
Cìpero
Altra fonte di ricchezza viene indicata da B. Saladini di Rovetini, sulla Stampa – Sera, del 10 feb. L’estrazione dei valori del cìpero è più complicata, ma il cìpero già esiste abbondantemente in Italia e deve essere sfruttato.
4. Radio
I giornali esistono in rapporto all’occhio umano, non sono stampati in caratteri invisibili, ma in lettere proporzionate all’occhio umano.
La radio invece esiste in rapporto a un orecchio artificiale. Si deve considerare la necessità di creare degli apparecchi edotti all’udito comune e che solo così possono avere una larga diffusione. Inutile essere inaudibili.
5. Debiti
Gioacchino Nicoletti in un discorso eloquente, a Pisa, sul tema: Europa di domani, affermava, con perfetta ragione, che combattiamo per «la libertà di non indebitarci, ossia di non doverci indebitare per forza.» Tale dovere sinora era ignoto agli assertori di democratici e intellettuali diritti.
Ezra Pound


